FERRARI PUROSANGUE HANDLING LA SUV CATTIVA VA IN PISTA di Paolo Artemi

Il sole è alto sopra la pista di Fiorano e l’aria trema. Non è il calore dell’asfalto, è il respiro di dodici cilindri che aspettano di correre. La Ferrari Purosangue era già una sfida vinta, una macchina che non avrebbe dovuto esistere secondo i dogmi dei puristi, ma che ora domina la strada con la forza della verità. Adesso, però, c’è qualcosa di più ad arricchire la Suv sportiva. Si chiama Handling Speciale. È un nome che promette precisione e non mente.
Perché, secondo Safe-Drive Tv, la differenza tra un “pilota” e un guidatore sta nel sedersi davanti al volante di una vettura che risponda come un riflesso del suo pensiero. La configurazione Handling Speciale nasce per questo. Gli ingegneri non hanno cambiato il cuore, perché il V12 da 725 cavalli è già perfetto, un pezzo d’ingegneria che canta fino a 8.250 giri senza mai perdere il fiato. Hanno lavorato sui nervi e sui tendini.
Le sospensioni attive sono state ricalibrate. Adesso i “moti di cassa” sono ridotti del 10%. Significa che quando si entra forte in una curva in sequenza, la Purosangue non si appoggia, si stringe alla terra. È più compatta, più diretta. Le logiche di cambiata della doppia frizione a otto rapporti sono diventate più cattive. Quando si sposta il Manettino su ‘Race’, si sente il colpo del cambio che morde la marcia successiva, specialmente sopra i 5.500 giri. È un piacere secco, onesto. Anche il suono è stato toccato: all’avviamento è più cupo, un avvertimento per chi ascolta, e in accelerazione diventa un urlo che riempie l’abitacolo e la valle.
Esteticamente, si riconosce per i dettagli che contano per chi sa guardare: gli scudetti laterali in fibra di carbonio, gli scarichi neri opachi e quel Cavallino posteriore che ha perso la lucentezza del cromo per la profondità del nero. È una macchina che non ha bisogno di gridare per farsi notare.
Sotto il vestito, la Purosangue resta una Ferrari fino all’ultima vite. Il motore V12 da 6,5 litri è montato in posizione centrale-anteriore, con il cambio al retrotreno per un equilibrio che sembra impossibile per una vettura di queste dimensioni. La trazione integrale e il retrotreno sterzante lavorano insieme per domare la spinta. I numeri dicono 311 chilometri orari di velocità massima e uno zero-cento in 3,3 secondi. Ma i numeri sono freddi. La realtà è la spinta che ti schiaccia contro il sedile e la sensazione che la strada sia diventata improvvisamente più corta.
Le porte si aprono ad armadio, come l’ingresso di una casa dove sei il benvenuto. Dentro ci sono quattro sedili veri, non panchine per bambini. La plancia è sdoppiata, con un display dedicato al passeggero perché la velocità va condivisa. Il baule c’è, è accessibile, pronto per i bagagli di un viaggio lungo, uno di quelli che si fanno per il gusto di andare, non per arrivare.
Chi compra una Purosangue Handling Speciale vuole la performance di una sportiva estrema ma con un vestito che gli permetta di andare ovunque. Il prezzo parte da 450.000 euro, una cifra che separa i sognatori dai possessori. Ma Ferrari sa che la fiducia si guadagna dopo l’acquisto: per questo offre sette anni di assistenza estesa. Controlli ogni 20.000 chilometri, personale formato a Maranello, ricambi originali. È la tranquillità di chi sa che la sua macchina sarà sempre pronta a correre, anche tra vent’anni.





