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Hyundai Bayon

Non più solo la suvina Kona. In casa Hyundai si raddoppia. Ai clienti dei crossover più richiesti, quelli con prezzi intorno ai 20mila euro che valgono 22 vendite su cento, ora viene offerta anche Bayon. Come nella pubblicità, Two is megli che uan.

Lunga solo 418 cm e agile nel traffico, Bayon si fa notare in particolare per le scelte stilistiche che privilegiano dettagli a forma di freccia. I fari davanti sono su più livelli, con le sottili luci diurne collegate attraverso una linea nera e i fari inseriti in un guscio a freccia. Generosa la mascherina nera a grandi maglie, sotto la quale si trova lo skid plate argento, che si abbina bene alla carrozzeria bicolore verde con tetto nero, tinta scelta per il lancio di questo modello. Forma a freccia anche per il montante dietro sulla fiancata e ardito il lato B, con luci posteriori anch’esse a freccia, che sanno di Volvo, collegate tra di loro da una striscia rossa riflettente. Un design di rottura che non mancherà di dividere i giudizi degli automobilisti ma al tempo stesso una crossover con qualità precise. 

La versione scelta da Safe-Drive per il tour dei laghi di Annone e di Oggiono, in provincia di Lecco, è la Bayon ibrida leggera, spinta da un motore tre cilindri benzina turbo da 100 cavalli, abbinato a una piccola unità elettrica alimentata da una batteria a 48 Volt, che si trova sotto il piano di carico del baule e ne riduce la capacità da 411 a 321 litri.

L’abitacolo è spazioso, il posto guida è comodo, la poltroncina ben sagomata, il cruscotto digitale offre una buona quantità di informazioni e si può personalizzare scegliendo tra quattro temi grafici. Un altro display a sfioro da 10,30 pollici, a centro plancia, serve per l’info-intrattenimento. Il navigatore, semplice da usare, risponde abbastanza rapido e gli smartphone si collegano via cavo.

Lo scatto in partenza è dignitoso, poco più di 10 secondi da zero a 100 orari, e il tre cilindri si fa sentire ma non disturba. La trazione è sulle ruote anteriori mentre l’altezza dal suolo di 18 centimetri si rivela utile per affrontare con disinvoltura strade sterrate. Ovviamente, la batteria si ricarica mentre si viaggia e consente al motore elettrico di dare un costante aiutino a quello termico, alleanza che consente di sfiorare i 19-20 km con un litro di verde nel percorso misto, secondo i dati di omologazione. Il cambio manuale a sei marce merita un approfondimento: la leva è corta e gli innesti veloci, ma nei rallentamenti il sistema è progettato per disinnestare la trasmissione spegnendo o mantenendo al minimo il motore. L’auto a questo punto veleggia come se fosse in folle e i consumi e le emissioni di CO2 si riducono. Per ritornare alla normalità basta premere il pedale del gas. Optare, invece, per la trasmissione automatica a sei rapporti costa 1.200 euro.

Insomma, una crossover che condivide telaio e meccanica con la Hyundai i20, offerta in una gamma declinata su due allestimenti e due motori, che gode degli incentivi di Stato per le vetture da 61 a 135 grammi di CO2 per km e della garanzia Hyundai di cinque anni.

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