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Citroen C5 X, il ritorno dell’ammiraglia

Il ritorno in listino dell’ammiraglia la dice lunga sulle ambizioni di Citroen e sul coraggio delle sue decisioni. Il mercato delle quattro porte di rappresentanza, tipo Ford Mondeo, Mazda 6, Peugeot 508, Volkswagen Passat, per citarne alcune, non brilla certo in Europa. Va un pochino meglio per le ammiraglie sportive Premium, come Alfa Romeo Giulia, Audi A4, Bmw Serie 4, Jaguar Xe, Mercedes Classe C, ma i numeri parlano chiaro: il vento della moda soffia sulle Suv e crossover della medesima categoria. Eppure Citroen non ci sta a passare la mano e intende presidiare una fetta di mercato dedicata a manager e imprenditori, professionisti e dirigenti. Una clientela esigente e che dà autorevolezza all’immagine del brand. Automobilisti che prediligono il piacere della guida, avere un bel bagagliaio, non arrampicarsi per sedersi in automobile e, magari, disporre di uno chaffeur, che stonerebbe al volante di una sport utility.

Partendo da quest’ultima considerazione, va detto che lo spazio offerto dalla C5 X è tanto: anche sui sedili posteriori, progettati per leggere un classico quotidiano, allungare le gambe e godere di aria sopra la testa. Praticamente un viaggio sul Frecciarossa, in business class.

Durante la presentazione web si è capito che questa nuova berlina affonda le sue radici in modelli nobilissimi della storia Citroen. CX è stata la sigla dell’iconica coupé Citroen-Maserati, Xm il nome della berlina soprannominata “il salotto di cristallo”, Auto dell’anno del 1990. C’è più di qualcosa in comune tra l’Xm del passato e la C5 X di oggi. Lo stile, per prima cosa, con il cofano lungo, la linea di cintura alta e i passaruota muscolosi, e poi la contaminazione tra l’eleganza di una berlina, la praticità di una familiare e la guida un filo dominante di una vettura a ruote alte. La francese, infatti, si segnala per una discreta altezza da terra, evidenziata dalle gomme con la spalla alta montate su cerchi da 19 pollici.

Le misure della C5 X, lunga 481 cm, larga 187 e alta 149, ne fanno un’auto importante, adatta ai weekend con tutta la famiglia grazie al baule da 545 litri che si apre senza usare le mani. Come sulla Xm, la luminosità nell’abitacolo è tanta, offerta anche da un ampio tetto apribile. Al posto di guida si gode della realtà aumentata che proietta sul parabrezza info e dati su una superficie di 21 pollici proprio davanti agli occhi. C’è poi l’assistente per i comandi vocali, con il quale si dialoga, al centro plancia un tablet da 12 pollici e prese Usb e ricarica senza fili per lo smartphone. Alla sicurezza e all’assistenza alla guida provvede un esercito di angeli custodi. In questo modo sono aboliti gli angoli ciechi, C5 X accelera e frena da sola, sta al centro della corsia, segnala se c’è un ostacolo o un pedone mentre si fa retromarcia e con la vista dall’alto facilita i parcheggi.

Altri punti di forza sono l’insonorizzazione assicurata dai vetri anteriori e posteriori laminati e le sospensioni attive, che dovrebbero “consentire di viaggiare su un tappeto volante”, dicono i manager della casa francese, e creano un ponte ideale con le idropneumatiche della leggendaria Ds del 1955.

I motori al lancio sono due. Sicuro il collaudato sistema ibrido ricaricabile da 225 cv a trazione anteriore, capace di superare i 50 km in modalità elettrica pura, fino a una velocità di 135 km/h, e un altro motore benzina non ancora definito. Prime consegne nella seconda metà di quest’anno.

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