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Dacia Sandero Stepway, salto in alto

Poca spesa, tanta resa. Quattro parole che sintetizzano la bontà del progetto Dacia Sandero Stepway, che non si limita a essere solo un acquisto intelligente. Giunta alla terza generazione, abbandonata l’immagine di auto spartana, oggi può essere considerata un’alternativa a modelli più blasonati destinata agli automobilisti senza grilli per la testa. Una concorrente, tanto per intendersi, anche di Renault Clio e Opel Corsa, Peugeot 208 e Ford Fiesta, Kia Rio e Hyundai i20.

Safe-Drive, per spiegare meglio la portata di questo cambiamento, ha deciso di analizzare i punti di forza delle aree che unite insieme danno vita a questa nuova crossover. Si comincia dal design, decisamente più accattivante della versione precedente, grazie al cofano bombato, alla mascherina aggressiva con la scritta Stepway sopra la targa. La fiancata è slanciata, mentre la coda ha i parafanghi larghi, che danno l’impressione di un’auto ben piantata sulla strada. Uno stile che si completa con la nuova firma luminosa a Led, a forma di ypsilon, che conferisce maggiore ampiezza al frontale e assicura una visibilità ottimale in tutte le situazioni di guida. Infine, ci sono le generose protezioni in plastica nera e color alluminio che corrono lungo tutta la zona inferiore della carrozzeria e le danno un’aria da cittadina pronta all’avventura.

Cambiano, invece, di qualche cm le dimensioni: ora è lunga 410 cm, larga 185, alta 159, offre un baule da 410 litri e la luce da terra è di alcuni cm più alta rispetto alla Sandero Streetway. Dopo il rapido giro esterno, si sale in vettura accolti da un abitacolo moderno, essenziale, ben fatto, che offre soluzioni tecnologiche e funzionalità pratiche e divertenti, controllabili da uno schermo a sfioro da otto pollici, che si collega agli smartphone. La civetteria delle finiture cromate e delle nuove sellerie con profili arancione si abbina al freno di stazionamento elettrico e alla console centrale rialzata per creare un altro vano portaoggetti. La modularità dei sedili anteriori è perfetta per adattare lo spazio alle esigenze dei passeggeri, mentre i numerosi vani portaoggetti, tra cui anche un pratico cassetto, permettono di organizzare alla perfezione la vita a bordo.

Aver scelto la sobrietà, non significa avere tralasciato di investire in sicurezza. Sandero Stepway offre l’essenziale per una guida in totale relax. Dalla frenata automatica, che mette una pezza in un momento di distrazione che può trasformarsi in tragedia, proseguendo per il sensore che vede là dove l’occhio non arriva e tiene tutto sotto controllo quando si cambia corsia. E, poi, i sensori di parcheggio avanti e dietro che con la parking camera posteriore permettono di sfruttare ogni occasione di parcheggio in città, anche quella più angusta. Per finire, l’assistenza per la partenza in salita, che impedisce al veicolo di arretrare quando viene rilasciato il pedale del freno.

Miglioramenti anche nella guida su strada, frutto dell’uso di un telaio che deriva dalla piattaforma di Clio, di un controllo di stabilità ben tarato, di uno sterzo molto migliorato. Il 2008, l’anno del debutto, quando “Quattroruote” scriveva che Sandero sulla pista di Vairano aveva fatto strage di birilli, è il giurassico rispetto alla Sandero Stepway del 2021. Oggi si guida con scioltezza, cambio abbastanza fluido, frenata precisa, traiettorie rispettate. Il motore è il tre cilindri benzina da 999 cc offerto in tre versioni, aspirato da 67 cv, turbo da 91, turbo Gpl da 100. I prezzi della Sandero Stepway partono da 11.500 euro e in caso di rottamazione godono degli incentivi dello Stato.

 

 

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